Andrey Eu. Malyscev
 
 

Nacque nel 1961 in un villaggio della Siberia occidentale, dove trascorse l'infanzia. I suoi genitori erano professori della scuola locale. Il padre professore di storia, la madre professoressa di fisica. Il padre morì tragicamente nel 1966. Più tardi, i riflessi di quell'incidente saranno espressi nella sua sceneggiatura (finora non filmata) "L'anno del ratto rosso".
 

Da ragazzo intraprese studi musicali (in particolare del "baian", una specie di fisarmonica), interrotti quando, nel 1977, la famiglia (la madre, lui stesso e la sua sorella minore) si trasferì in Kirghisia, allora Repubblica Socialista Sovietica, stabilendosi nei sobborghi di Frunse (l'odierna Bishkek), la capitale della Repubblica.
 

Terminati gli studi alle scuole medie, cominciò a lavorare in uno stabilimento industriale a Frunse, continuando a studiare da autodidatta varie lingue straniere, in primo luogo il tedesco e il francese, esperienza poi narrata in un racconto umoristico: "Roland e Olivier, ovvero alla Vigilia di Capodanno".
 

Allo smantellamento dell'Unione Sovietica, nel 1991, seguì un periodo di disoccupazione e guadagni occasionali. In quel periodo continuò lo studio delle lingue straniere, specialmente l'inglese, iniziando finalmente l'attività di traduttore, giornalista e scrittore. (Divenne il primo traduttore in Kirghisistan delle opere di Georges Brassens).
 

Dal 1993 al 2001 collaborò a vari periodici della Repubblica, pubblicati in inglese e in russo, in qualità di traduttore e giornalista, tra cui:

"Ekho Sobytii" (Gli echi degli avvenimenti)

"Kyrgyzstan Chronicle"

"Ciuyskie Isvestia" (Le notizie di Ciuy)

"The Central Asian Post"

"Nascia Gaseta" (Il nostro giornale)

"The English Times"

"The Kyrgyzstan Political and Economic Review"

"ResPublica"
 

Esordì piuttosto tardi, nel 1998, nella prosa, con il già citato racconto "Roland ed Olivier, ovvero alla Vigilia di Capodanno", pubblicato dal giornale governativo "Nascia Gaseta".
 

In seguito fece conoscenza di alcuni esponenti della cultura kirghisa, soprattutto del cinema, per i quali tradusse varie sceneggiature in inglese e in francese. Tra tali cineasti figurano Marat Sarulu, Bakyt Karagulov e Dalmira Tilepberghenova.
 

Poi, sullo scorcio del ventesimo secolo, lavorò in "Dom Kino" (La Casa del Cinema) di Bishkek, in qualità di traduttore e interprete, senza peraltro abbandonare l'attività di scrittore.
 

La sua attività di sceneggiatore ha avuto inizio più recentemente. Per il momento, a parte i due pezzi ancora in cantiere (uno per teatro, l'altro per il cinema), ha portato a termine la sceneggiatura di un film, "L'anno del ratto rosso", nella quale ha provato a intrecciare la storia recente dei suicidi del "Temple Solaire" con le sue impressioni infantili, riflettendo sull'importanza del padre nella formazione dell'equilibrio psicosociale e nello sviluppo della personalità del figlio.
 

Nella primavera del 2002 ha cominciato a studiare la lingua italiana, nella quale ha tradotto il proprio racconto "Ballata del cuore del Mostro", scritto nel 2001.
 

Dal giugno 2003 occupa il posto di coordinatore dei progetti internazionali al Liceo della Politica Giovanile di Bishkek (Bishkek Lyceum of Youth Policy).
 
 

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